Red desert
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Director: Michelangelo Antonioni

Englisht title:  Red desert
Original title:  Il desserto rosso

1964/ USA/  117’/ Fiction / Colour

Cold, rain, and fog surround a plant in Ravenna. Factory waste pollutes local lakes; hulking anonymous ships pass or dock and raise quarantine flags. Guiliana, a housewife married to the plant manager, Ugo, is mentally ill, hiding it from her husband as best she can. She meets Zeller, an engineer en route to Patagonia to set up a factory. He pursues her, they join friends for a dinner party of sexual play, then, while Ugo is away on business, she fears that her son has polio. When she discovers the boy is faking, she goes to Zeller, panicked that no one needs her. He takes advantage of her distress, and she is again alone and ill.



Laureato in Economia e Commercio all'Università di Bologna, Antonioni inizia ad interessarsi al cinema dapprima come critico (nel 1940 a Roma è redattore della rivista  "Cinema", dopo aver scritto di cinema per il "Corriere Padano") poi come collaboratore di Roberto Rossellini, Enrico Fulchignoni e, nel 1942, di Marcel Carnè in Francia. Tornato in Italia 1943 inizia a girare il suo primo cortometraggio che riesce a terminare soltanto nel dopoguerra: in Gente del Po racconta un mondo che ben conosce.
Mentre la cinematografia italiana del tempo è soprattutto attenta alle tematiche del dopoguerra e della povertà, Antonioni nel 1950 con il suo primo lungometraggio, Cronaca di un amore, si stacca dagli argomenti cari al neorealismo e dirige lo sguardo all'ambiente borghese e ai sentimenti di chi lo vive, a quel malassere esistenziale che si esplicita ne Il grido. Negli anni ’60 i moderni temi dell'incomunicabilità, dell'alienazione e del disagio appaiono con evidenza in L'avventura (1960), La notte (1961), L'eclisse (1962), la cosiddetta trilogia della malattia dei sentimenti (tutti film di cui è protagonista Monica Vitti) e in Deserto rosso (1964, Leone d'oro al miglior film al Festival di Venezia e suo primo film a colori). Subito dopo Michelangelo Antonioni inizia un’avventura decennale all'estero girando per la MGM Blow-up, nel 1966, Palma d'oro al Festival di Cannes del 1967 e grande successo commerciale; Zabriskie Point, nel 1970, incentrato sulla contestazione giovanile; e Professione: reporter nel 1975, con il celebre piano sequenza finale. Gli ultimi lavori cinematografici di Antonioni sono accompagnati da riconoscimenti alla sua carriera: Identificazione di una donna (1982) è seguito dal Leone d’oro alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, e Al di là delle nuvole prende forma nel 1995, anno dell’Oscar alla carriera. Ad accompagnarlo nella regia di questo ultimo lavoro è il suo grande estimatore Wim Wenders. E’ l’ultimo film: Antonioni muore il 30 luglio 2007, dopo una lunga malattia.